pexels-photo-259165-259165.jpg

Diario di un posto fisso #2

Eccoci nella seconda pagina. Ci eravamo lasciati, alla fine della prima pagina, così:

In realtà si scoprirà che non avevano solo fatto uno scorrimento, ma ampliato anche le assunzioni, e proprio per questo motivo scoprirò anche di non essere stato inquadrato secondo il profilo economico iniziale, ma con uno differente.

Ora, specifico che non voglio lamentarmi e che per adesso va bene così. Ma a fronte di uno stesso concorso con un trattamento economico scritto nel titolo, sono stati invece applicati due trattamenti differenti (se poi vogliamo essere precisi, al momento sono tre i trattamenti eseguiti sui dipendenti).

Nel pubblico, secondo il CCNL 2019/21 (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro), sarei dovuto essere inquadrato come categoria Assistente fascia economica 2 (A2F2). Mentre attualmente, nei cedolini che mi arrivano, risulto A2F1. La differenza stipendiale non è molta (o almeno, dipende dai punti di vista e dal proprio tenore di vita), ma per una questione di principio è un qualcosa che mi ha dato un po’ di fastidio.

Non andrò ora ad approfondire l’argomento per diversi motivi, uno dei quali riguarda la mia formazione, e non avendo a disposizione tutte le informazioni necessarie, non voglio trarre conclusioni affrettate.

Ad oggi (21/08/2024) sono un dipendente statale da 9 mesi. Ormai è quasi passato un anno, e se dovessi tirare le somme non penso di poter dire di essere estremamente soddisfatto della scelta. Quello che però posso dire è che ha risolto la mia necessità di stabilità. Non ambisco a diventare milionario (essere ricco mi piacerebbe, ma non è la mia priorità), ma ambisco ad avere una vita tranquilla dove poter viaggiare, ed ora lo posso fare o almeno programmare.

Forse il mio più grande cruccio è l’essermi dovuto trasferire a Roma da Salerno. Non tanto per l’esperienza di vita, quanto per la differenza di costo della stessa. Tutti i soldi che spendo in affitto potrei usarli per fare altro, ma questo tratta problemi che non ho solo io, ma probabilmente tutta la mia generazione.

Un fiume di pensieri e decisioni che, forse, andrebbero approfonditi e chiariti in maniera ordinata. Oppure lasciati vagare nella mente.

Tornando però al discorso lavoro, le mansioni che dovrei ricoprire secondo il mio Ministero e secondo quella che è la mia figura di RIT sono le seguenti:

Cosa fa il Referente Informatico

  • raccoglie i requisiti hardware e software e di connettività delle postazioni di lavoro della propria Amministrazione/dipartimento amministrativo;
  • veicola tali requisiti verso le strutture informatiche della propria Amministrazione/ dipartimento amministrativo;
  • monitora lo stato di avanzamento dei lavori, raccogliendo eventuali problematiche riscontrate;
  • contatta le strutture RGS nelle modalità indicate di volta in volta in funzione del compito da svolgere, per richiedere supporto o per condividere lo stato di avanzamento lavori;
  • gestisce, in collaborazione con le strutture tecniche infrastrutturali delle diverse PA:
    • la configurazione delle postazioni di lavoro;
    • gli aspetti infrastrutturali quali Proxy / Firewall;
    • la banda di connettività.

Mansioni fortunatamente di facile esercizio. E che, anzi, mi fanno sempre dubitare se la scelta di accettare un lavoro d’ufficio rispetto ad un lavoro autonomo e quindi più dinamico sia stata corretta.

Quello che so per certo, e che ho già scritto nella mia prima pagina, è che ora posso definirmi “stabile”. E che posso prendere questo lavoro come punto di partenza per costruirmi qualcosa di diverso.

Altri articoli

Torna in alto